Discogel, la soluzione per le ernie discali

A molti sarà capitato di avere mal di cervicale, mal di schiena o un’infiammazione al nervo sciatico. Finché dura pochi giorni è “solo” un fastidio, quando si protrae a lungo e comporta anche formicolio a un braccio o a una gamba, e dolori molto intensi, in genere si procede con esami approfonditi che possono rivelare la presenza di un’ernia al disco.
Chi è arrivato a questo punto e ha avuto questa diagnosi sa bene che opzioni per una possibile soluzione vanno dalle sedute di fisioterapia a diversi tipi di interventi chirurgici. Da un decennio è entrato nella pratica clinica il Discogel, un dispositivo medico che consiste in una sostanza iniettabile composta da etanolo gelificato. Viene iniettata all’interno del nucleo polposo, dove segue e riempie tutte le fessurazioni del disco. La prima funzione che ha è quella di disidratare l’ernia grazie all’azione dell’etanolo, successivamente crea una sorta di “ovatta”, come se fosse cotone bagnato che si forma grazie al derivato di cellulosa (che è un composto biocompatibile), Questa sorta di spugna strizzata entrando in contato con l’acqua del nucleo discale inizia ad assorbire il materiale gelatinoso fuoriuscito e lo concentra appunto al centro del disco, formando di fatto una protesi parziale molle, che conserva la mobilità e ammortizzazione del disco decomprimendo inizialmente il centro del disco, facendo cosi rientrare al suo interno la parte erniata (fuoriuscita) del disco che libera il vicino nervo e toglie il dolore. Questo dispositivo è l’unico materiale esistente che non va a togliere nulla, ma al contrario va a ricostruire quello che era il contenuto e la funzione del disco. Ovviamente è la valutazione medica a stabilire se il trattamento con Discogel sia adeguato, perché non tutti i pazienti affetti da ernia discale possono trarre i benefici. In particolare, i pazienti candidabili devono avere un contenuto idratato del disco perché la funzione di trasformazione di Discogel avviene grazie alla presenza di acqua e di idratazione all’interno del disco. I pazienti che presentano un disco disidratato o compromesso non possono effettuare questo trattamento. Inoltre deve esserci un buonissimo collegamento fra il nucleo polposo e l’ernia, altrimenti il principio di richiamo che consente la trasformazione del Discogel in “spugna” non può avvenire. Questa soluzione ha il vantaggio di prevenire le recidive, perché l’ovatta che si viene a creare tappa anche il foro creato con l’iniezione. Il problema delle recidive in generale è dovuto principalmente al fatto che in tutte le altre tecniche che prevedono l’inserimento di qualcosa all’interno del disco non chiudono quello che vanno a creare, quindi c’è sempre un’azione di fuoriuscita. Da parecchi anni in  Italia  viene praticato questo trattamento. In letteratura si trovano casistiche con migliaia di casi, e in nessuno si è verificata una recidiva. Il trattamento viene effettuato in sala operatoria attrezzata perché anche se è semplice e veloce (30-40 minuti) necessita di un ambiente sterile, monitoraggio dei parametri vitali del paziente e sopratutto la guida radiologica. Si utilizza un ago sottile di 20 G che sotto continua visione Rx viene avanzato fino al centro del disco baypassando le strutture sensibili delle colonna vertebrale. Nei pazienti compatibili è possibile effettuare il trattamento su tutti i dischi, dai lombari ai cervicali, anche su più dischi contemporaneamente. Non serve nemmeno l’anestesia locale, anche se nei soggetti che lo richiedono si può effettuare una leggera sedazione. Dopo l’intervento il paziente viene trattenuto in ospedale per qualche ora per opportuni controlli e a distanza di poche ore viene dimesso. Si consiglia fortemente che nei 2-3 gg successivi al trattamento il paziente segui un regime di riposo assoluto e eviti la posizione seduta prolungata (oltre l’indispensabile). Nei prossimi 10-15 giorni si raccomanda un regime di riposo relativo, il paziente riprende la vita normale evitando lo stress della colonna . Sono necessari 3, a volte 4 settimane, per avere la risposta piena della terapia.

Aurel Mengri.