Dolore Neuropatico Cronico: gabapentin utile in pochi pazienti.

Meno del 20% dei pazienti con dolore neuropatico cronico va incontro ad una riduzione del dolore almeno del 50% con il trattamento orale con gabapentina (Lyrica). A suggerirlo una revisione di 37 studi effettuata da Andrew Moore dell’Università di Oxford, secondo cui comunque esiste una base di evidenze a supporto della riduzione del dolore nei soggetti con dolore neuropatico moderato-grave con la gabapentina a dosi da 1200 mg/die.  Circa un adulto su 14 presenta dolore neuropatico, e pochi pazienti ricavano benefici clinicamente rilevanti con un qualunque intervento. Secondo i ricercatori, i risultati della revisione non sono sorprendenti, in quanto essa aggiorna le revisioni precedenti degli ultimi 20 anni. Ciò che preoccupa è il fatto che nonostante la disponibilità di più dati ed i significativi miglioramenti nella comprensione delle fonti di errori statistici, le stime di efficacia rimangono sostanzialmente immutate. Il problema più importante consiste nel modo di esaminare gli esiti. Oggi non si ricercano valori medi, in quanto ogni paziente è un individuo, ed è stato compreso che la risposta alla terapia è del tipo “tutto o nulla”. I pazienti desiderano un elevato grado di sollievo dal dolore ed effetti collaterali tollerabili. Ciò accade in 3 casi su 10 con la gabapentina ed in 2 casi su 10 con il placebo, e quindi la differenza è minima, ma ciò è tipico dei trattamenti per il dolore neuropatico. In questo campo esistono ragionevoli evidenze a favore di 4-5 trattamenti farmacologici, e per tutti gli altri interventi, compresi quelli non farmacologici, le evidenze sono insufficienti o contrarie. Secondo gli esperti, nonostante le innumerevoli ricerche in materia, per quanto la gabapentina possa essere di beneficio in alcune situazioni, sussistono ancora evidenze limitate a supporto del suo impiego nella maggior parte delle indicazioni per le quali viene prescritta. Va peraltro rimarcato che alcune condizioni miste sono probabilmente diverse dal classico dolore neuropatico, nel quale vi sono chiare evidenze di danno neurale periferico. Non è dunque ad esempio appropriato attendersi risultati simili dal trattamento di pazienti con dolore dell’arto fantasma o dolore di natura oncologica. (JAMA online 2018, pubblicato il 27/2 doi: 10.1001/jama.2017.21547)