Tratta la lombalgia

Dr. Aurel Mengri

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Trattamento del Mal di Schiena con Ozono.

La terapia del Mal di Schiena tramite infiltrazione della miscela di Ossigeno e Ozono

La terapia con la miscela di gas Ossigeno e Ozono inizia la sua storia negli anni della prima guerra mondiale. Nel 1857 il chimico Werner von Siemens riuscì a produrre artificialmente, per la prima volta, l’ozono dall’ossigeno mediante un arco voltaico e nel 1915 Hans Wolff fece il primo trattamento medico con ozono per disinfettare e cicatrizzare le ferite infette di soldati tedeschi feriti in guerra. Da allora l’utilizzo della miscela O2/O3 ha avuto uno sviluppo importante in ambito medico e industriale. Basti pensare la sterilizzazione delle acque potabili con l’Ozono.In campo medico l’impiego dell’Ozono ha avuto periodi di alti e bassi.

Un’analisi scientifica condotta negli anni 2010 ha riscontrato che l’ossigeno ozono terapia è una efficace e sicura cura per l’ernia del disco, sia nella metodologia intradiscale, ossia iniezione di del gas all’interno del disco intervertebrale che in quella periradicolare, iniezione della miscela gassosa vicino alla radice nervosa malata e alla parte esterna dell’ernia stessa. La meta-analisi che ha restituito i dati positivi ha analizzato 8000 pazienti, con protrusione discale (o ernia contenuta) e con ernia estrusa. I pazienti presi in considerazione dallo studio avevano un’età compresa tra i 13 e i 94 anni e i benefici riscontrati sono risultati buoni nel 80- 83% dei casi.

Risultati davvero interessanti perché superiori a quelli con discectomia, l’intervento chirurgico, ma ovviamente con minori effetti collaterali e con tempi di recupero più rapidi.

Le complicanze sopraggiunte riguardano solo il 0,064% dei pazienti dei quali non c’è stato nessun caso di discite ovvero infezione/irritazione dei dischi intervertebrali che risulta essere la complicanza più temuta, e questo è dovuto alle proprietà disinfettanti intrinseche dell’ozono.

Chi può fare l’ozono terapia per curare l’ernia del disco?

In anzitutto bisognerebbe fare un po’ di chiarezza sulla terminologia. Comunemente si sente parlare di “Ozonoterapia” come un termine che descrive una tecnica eseguita in condizioni ambulatoriali, spesso nello studio del medico ozonoterapista. Eco questa è la tecnica base che prevede l’insufflazione, 5-10 ml per punto, di miscela Ossigeno-Ozono (O2/O3) sotto cute con aghi sottili relativamente corti ai lati della colonna vertebrale (sulla linea paravertebrale). Con questo metodo si porta il volume del gas iniettato appena al di sotto dello spessore della cute, nella migliore delle ipotesi nello spessore dello strato adiposo sottocutaneo. Ora, la miscela iniettata è un gase per la su a natura fisica prende la strada più facile con meno resistenza che , come noto, è il tessuto adiposo i quale tra tutti gli altri tessuti (muscolare, osso e fasce fibrose) è quello meno compatto con meno resistenza. Risulta cosi che maggior parte del Ozono iniettato si disperde nel grasso sottocutaneo e una piccola percentuale eventualmente raggiunge i tessuti target, come disco intervertebrale, radice nervosa e piccole articolazioni della colonna. Tant’è vero che le sedute di ozonoterapia classica paravertebrale di solito sono più di 5 nella speranza che prima o poi, seduta dopo seduta una quantità sufficiente di gas (Ozono) raggiunga le vertebre, dichi intervertebrali e tessuti intorno ad esso, radici nervose e tessuti periradicolari, per svolgere la sua funzione.

Utilizzando aghi un po’ più lunghi, ma sopratutto eseguendo la procedura sotto guida radiologica (a volte anche solo ecografica) si può portare il volume di gas O3 all’interno del disco target oppure più semplicemente mirato nel foro di fuoriuscita della radice nervosa dalla colonna vertebrale. Questa metodica di infiltrazione mirata RX guidato si traduce in successo nel 80-83 % degli casi trattati, maggior sicurezza e volumi ridottissimi di gas utilizzato (10-15 ml in totale). L’infiltrazione intradiscale e periradicolare è una possibilità per tutti quei pazienti che non hanno risposto alla terapia medica conservativa e fisioterapica per almeno 3 mesi, infatti prima di intervenire con l’ozono terapia è necessario provare con cure meno invasive che in una buona percentuale dei casi portano un buon controllo del dolore o addirittura una guarigione spontanea.

Con una discreta perizia, sotto guida Rx e TAC, l’Ozono si può iniettare anche nel frammento espulso dell’ernia, facendo si in questo caso che la parte espulsa stessa si riduca di volume disidratandosi/seccandosi scongiurando cosi il temuto intervento neurochirurgico di asportazione dell’ernia espulsa.

Come avviene l’intervento di Nucleolisi con Ozono intradiscale o intraforaminale.

L’intervento va praticato solo in sala operatoria in regime ambulatoriale o in regime day surgery.
Dopo aver posizionato il paziente in posiziona prona, previo monitora ggio di base, preparazione di campo sterile e anestesia locale della cute, si inserisce un ago di piccolo calibro nel disco intervertebrale interessato. Sotto guida continua Rx si segue la traiettoria della punta dell’ago bypassando la radice nervosa stessa. E’ possibile trattare nella stessa seduta più dischi intervertebrali.
Tempo tecnico dell’intervento è di circa 20 minuti e viene attuato in anestesia locale, se necessario con una blanda sedazione. I tempi comprendo l’anestesia locale e i frequenti controlli radiologici. Si pratica in day surgery e nel volgere di poche ore il paziente può tornare a casa. La tecnica è ripetibile, soprattutto di fronte ad un eventuale risultato parziale. Ripetendo la procedura è quindi verosimile che ci possa essere una distribuzione più precisa e utile.
Dopo l’intervento è necessario un riposo di 48 ore seguito nei giorni successivi da una fisiochinesiterapia specifica e graduale per il rachide lombaree sopratutto di una rieducazione posturale. E’ possibile ripetere lo stesso intervento per risultati parziali, ma questo non è la regola.

Come funziona l’Ozono sull’ernia del disco?

L’ozono è un gas instabile (O3 molecola formata da tre atomi Ossigeno O2+ O), fortemente ossidante ed agisce con un duplice meccanismo. Essendo il terzo atomo O debolmente legato alla molecola di O2 nel arco di pochi minuti si stacca per essere ceduto ai tessuti dove viene iniettato. Proprio il terzo atomo (O) possiede le proprietà ossidative di cui si è menzionato prima.
La miscela di ossigeno-ozono è iniettata nella parte centrale del disco, il cosiddetto nucleo polposo. L’ozono riduce cosi’ le dimensioni del disco. Le modificazioni sono apprezzabili alla risonanza magnetica a distanza di 4-5 mesi dall’intervento. Probabilmente quando l’ozono viene iniettato esternamente al disco si modificano anche le dimensioni delle fibre collagene che formano l’anello esterno . La riduzione delle dimensioni diminuisce la compressione meccanica dell’ernia sulla radice nervosa. L’ozono ha inoltre un’azione antinfiammatoria propria e riduce quindi l’irritazione locale cronica.

In quali casi l’ozono terapia non funziona?

Un esito negativo della tecnica è imputabile alla complessità del problema “mal di schiena” e “sciatica”. In effetti certi pazienti etichettati come “mal di schiena” non hanno solo un problema del disco degenerato ed andato fuori posto, ma lamentano più problemi insieme: artrosi delle faccette articolari, canale stretto vertebrale, sacro ileite, sindrome del piriforme, etc.., dunque l’inefficacia della tecnica non esclude altri trattamenti conservativi o invasivi. L’ossigeno ozono terapia è una tecnica sicura ed efficace per lombalgie agli arti inferiori provocate da ernie discali lombari protruse o estruse.

In Italia tale intervento è riconosciuto e autorizzato dal Ministero della Salute.